Può quello che viene normalmente definito un “ecomostro” come Marghera partorire un interessante progetto di arredo urbano all’insegna dell’eco-sostenibilità? A quanto pare sì.
Lunedì siamo stati ospiti del
Consorzio Venezia Ricerche, un organismo composto da 25 soci che spaziano dal pubblico (CNR, Ca’ Foscari, Iuav, Comune di Venezia, Provincia di Venezia, etc.) al privato (ENI, Consorzio Venezia Nuova, Thetis, etc.), con sede al
VEGA, il parco scientifico tecnologico nato proprio a Marghera. Questo Consorzio, forte di un rapporto di collaborazione stretta tra mondo della ricerca e le aziende, ha sviluppato un nuovo materiale (già brevettato) nell’ambito di un progetto di arredo urbano per gli spazi lagunari. Il composto di polvere di legno e polipropilene (un materiale plastico neutro, utilizzato per gli alimenti) è nato per rispondere ai durissimi criteri di eco-sostenibilità, durevolezza e caratteristiche estetiche (assai simili al legno) richieste nel durissimo ambiente lagunare.
Questo nuovo materiale (attualmente composto tra il 70 e l’80% da polvere di legno di lavorazione controllata e dal 20-30% da polipropilene) ha diverse caratteristiche che lo rendono molto interessante ed eco-sostenibile. Innanzi tutto la sua durata nell’ambiente salmastro (la vita del prodotto è a 5 volte il legno “puro”); la sua eco-compatibilità (prodotto principalmente da scarti di segheria, è riciclabile o bruciabile senza emissioni tossiche e la presenza del polipropilene garantisce l’assenza di rilascio di materiali tossici nell’acqua); la possibilità di produrlo industrialmente (con una metodologia di Life Cycle Assessment già valutata); la sua somiglianza estetica con il legno lo rende altrettanto gradevole (anche se è meno flessibile).
Un caso di arredo urbano molto interessante, ma che lascia ampi spazi anche per quanto riguarda il mondo dell’arredamento domestico. I vantaggi applicabili anche alla produzione industriale da parte delle aziende del design potrebbero essere molteplici (si pensi come potrebbe sostituire la plastica per taluni usi, visto che si produce sempre grazie ad uno stampo), anche se ancora non sono stati lanciati programmi specifici.
Forse un po’ di comunicazione in più potrebbe aprire definitivamente la strada a questo materiale: per una volta sarebbe un prodotto d’arredo urbano “made in Marghera” ad aprire nuovi orizzonti per l’arredo domestico made in Italy.
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